Oggi siamo alla guida della Tesla Model 3 Performance per una prova su strada. È la versione più potente e sofisticata della gamma Highland, pensata per portare la berlina elettrica americana su un livello ancora più alto in termini di dinamica e precisione. Una vettura che evolve un progetto già maturo e lo rende più affilato, più tecnico, più completo. La base è quella della nuova Model 3, quindi linee più pulite, aerodinamica ottimizzata e una qualità percepita in crescita. La Performance aggiunge elementi specifici che ne sottolineano il carattere: paraurti anteriore dedicato, spoiler posteriore in fibra di carbonio, cerchi alleggeriti e impianto frenante potenziato con pinze rosse. Le proporzioni restano quelle di una berlina compatta a tre volumi, ma l’insieme appare più teso e piantato a terra. È una Model 3 che comunica maggiore sportività, senza stravolgere l’equilibrio del progetto originale.



All’interno ritroviamo l’impostazione minimalista introdotta con la Highland. Il grande display centrale da 15,4 pollici gestisce praticamente ogni funzione dell’auto, mentre il nuovo schermo posteriore da 8 pollici amplia l’esperienza per i passeggeri. I materiali sono stati migliorati e l’insonorizzazione è più curata rispetto alla precedente generazione. Sul fronte software, rispetto alle nostre prove precedenti non è cambiato radicalmente, ma si è evoluto dove serviva. Sono arrivate funzioni utili come la visualizzazione di più telecamere in modalità Sentinella, le informazioni meteo integrate direttamente nelle mappe e la possibilità di utilizzare l’Apple Watch come chiave. È un sistema in costante aggiornamento, oggi maturo e privo di bug evidenti, che continua a rappresentare un riferimento non solo tra le elettriche, ma nell’intero panorama automotive.



Sulla Performance arrivano sedili sportivi con maggiore contenimento laterale e dettagli specifici che rendono l’abitacolo più coerente con le prestazioni disponibili. L’approccio resta quello tipico di Tesla: pochi comandi fisici, interfaccia software centrale e aggiornamenti over-the-air costanti. Il sistema dual motor con trazione integrale rappresenta il cuore tecnico della vettura. I due motori elettrici lavorano in sinergia per garantire una distribuzione della coppia istantanea e una motricità elevata in ogni condizione. L’accelerazione da 0 a 100 km/h si attesta attorno ai 3 secondi, un dato che la colloca ai vertici della categoria. La risposta al pedale è immediata e lineare, con una spinta continua che non perde intensità alle velocità intermedie. Un capitolo a parte merita il nuovo assetto a controllo elettronico. È probabilmente l’elemento che più cambia la percezione dell’auto rispetto al passato.



Sulle strade italiane, che raramente sono perfette, la differenza si sente: in modalità più morbida la vettura diventa sensibilmente più confortevole rispetto alla precedente Model 3 Performance, assorbendo meglio buche e sconnessioni. In modalità sportiva, invece, l’assetto si irrigidisce in modo deciso, riducendo i movimenti della scocca e rendendo la risposta ancora più precisa. Era, sinceramente, ciò che mancava. Per chi vuole spingersi oltre, la modalità Track – esclusiva delle versioni Performance – permette di intervenire in maniera più approfondita sulla dinamica dell’auto. È possibile variare la ripartizione della coppia tra anteriore e posteriore e rendere meno invasivi i controlli elettronici, adattando il comportamento della vettura alle proprie preferenze o alle condizioni della pista.



Su strada la Model 3 Performance mostra un equilibrio interessante tra efficacia e controllo. Il baricentro basso, favorito dal posizionamento del pacco batterie, contribuisce a una buona stabilità nei cambi di direzione. Lo sterzo è diretto e offre una risposta coerente con il carattere dell’auto. Sul fronte autonomia, nell’utilizzo reale in autostrada ci si attesta intorno ai 350 km con una guida regolare. Fuori dall’autostrada, tra extraurbano e percorsi misti, è possibile avvicinare anche i 550 km senza particolari difficoltà. Un dato che conferma la versatilità del progetto, anche nella versione più prestazionale.



La ricarica resta uno dei punti di forza. Ai Supercharger l’esperienza è semplice e lineare, con costi chiari e un livello di affidabilità che continua a fare la differenza nel quotidiano. Il picco in corrente continua arriva fino a 250 kW, mentre in corrente alternata si raggiungono gli 11 kW. In DC, il passaggio dal 10% all’80% richiede circa 25 minuti, tempi che permettono soste rapide anche nei viaggi più lunghi. La pianificazione dei percorsi integrata nel sistema di bordo si conferma precisa e ben calibrata. Come da tradizione Tesla, anche la configurazione segue una filosofia minimalista. Al momento della scrittura dell’articolo, il prezzo di partenza è di 57.490 euro. Le possibilità di personalizzazione sono essenziali ma mirate: interni bianchi disponibili a 1.200 euro, una gamma colori che parte dal bianco incluso fino a tinte da 1.300 euro e 2.000 euro come l’Ultra Red della versione provata. È possibile aggiungere l’Autopilot avanzato a 3.800 euro oppure il pacchetto FSD a 7.500 euro.



Proprio sull’FSD, mesi fa abbiamo partecipato a una breve prova coordinata da Tesla e l’impressione è stata sorprendente per fluidità e capacità di gestione del traffico. La Tesla Model 3 Performance si posiziona così al vertice della gamma, proponendo un mix di tecnologia, prestazioni e utilizzo quotidiano difficile da replicare nel segmento. È l’evoluzione più completa della berlina elettrica americana, pensata per chi cerca qualcosa in più senza rinunciare alla praticità di un progetto arrivato ad un livello di maturità talmente elevato che andare oltre, oggi, significa lavorare su dettagli più che su reali mancanze del progetto.



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