
È stato Charles Leclerc a dettare il ritmo nella prima giornata di prove libere sul circuito di Austin, in Texas, in vista del weekend di gara. Entrambe le sessioni disputate oggi si sono concluse con il pilota della Ferrari al vertice della classifica dei tempi, confermando un ottimo feeling con la monoposto sul tracciato americano.
Nel corso della seconda sessione di prove libere, Leclerc ha fatto segnare il miglior tempo assoluto fermando il cronometro sull’1:35.291, sfruttando al meglio la mescola Soft C4. Subito dietro al monegasco si è insediato Kimi Antonelli, autore di un ottimo 1:35.333, mentre il quattro volte campione del mondo Max Verstappen ha chiuso in terza posizione con il tempo di 1:35.480. È interessante notare come tutti e tre i piloti di vertice abbiano realizzato le loro migliori prestazioni adoperando proprio gli pneumatici a mescola morbida.
L’approccio alla sessione pomeridiana è stato differenziato tra i top team. Il pilota della Ferrari ha iniziato il secondo’ora di attività montando la mescola Hard C2, mentre Antonelli e Verstappen hanno preferito optare inizialmente per la Media C3. Con il trascorrere dei minuti e l’avvicinamento alla seconda metà della sessione, i tre piloti si sono dedicati alle tradizionali simulazioni di gara, seguendo programmi di lavoro differenti. Leclerc e Verstappen hanno completato i propri long run utilizzando set di pneumatici Soft già rodati, mentre il giovane pilota italiano ha girato con un set usato di Medium.
Nel corso dell’intera giornata di prove, tutte e tre le mescole portate in pista da Pirelli sono state impiegate in modo estensivo dai team. Durante la prima sessione mattutina, ben tredici piloti hanno completato almeno uno stint con la mescola dura, l’intera griglia dei venti piloti ha provato la mescola morbida e nove concorrenti hanno utilizzato la mescola media. Come già osservato nel pomeriggio, i tempi più rapidi sono arrivati nella fase iniziale della sessione, prima che l’attenzione dei box si spostasse inevitabilmente sulla valutazione del passo gara e sui long run.
Già nella mattinata, Charles Leclerc aveva comandato la classifica dei tempi in FP1 fermando il cronometro sull’1:36.052, seguito da Max Verstappen e Lando Norris, rispettivamente in seconda e terza posizione. Dal punto di vista meteorologico, le condizioni della pista sono state caratterizzate da temperature dell’asfalto che hanno raggiunto i 43°C nel pomeriggio, mentre la temperatura ambiente si è attestata intorno ai 32°C.
Analizzando i dati raccolti, le indicazioni emerse dalle prime due sessioni confermano un comportamento estremamente coerente da parte delle tre mescole selezionate per questo Gran Premio. Fino a questo momento, la mescola C2 sembra destinata a giocare un ruolo piuttosto limitato nella definizione delle strategie di gara, con le squadre che stanno concentrando la quasi totalità del loro lavoro sulle mescole Medium e Soft. Tenendo conto del livello di degrado osservato sull’asfalto e della rapidissima evoluzione del livello di grip della pista, una strategia basata su una singola sosta al pit stop appare al momento lo scenario più probabile per la gara domenicale.
L’evoluzione del tracciato sta procedendo esattamente secondo le previsioni della vigilia. La superficie dell’asfalto si presentava particolarmente sporca all’inizio della prima sessione di prove, ma la pista si è gommata rapidamente, consentendo ai livelli di aderenza di raggiungere uno standard decisamente elevato. Anche i differenziali di prestazione tra le diverse mescole sono perfettamente in linea con le aspettative tecniche: parliamo di circa nove decimi di secondo di distacco tra la mescola Media e la Dura, e di circa cinque decimi tra la Media e la Soft.
Un’attenzione particolare, infine, dovrà essere rivolta all’assetto aerodinamico delle vetture, un aspetto reso ancora più critico dalla presenza di dossi e irregolarità sulla superficie del tracciato texano. Qualsiasi squilibrio nell’assetto può infatti accentuare la tendenza al bloccaggio delle ruote anteriori nelle zone di frenata più intensa, rendendo fondamentale trovare il miglior compromesso possibile nella messa a punto della monoposto.