Opel e i rally: 60 anni fa il trionfo europeo di Lille-Bror Nasenius con la Rekord

Opel e il motorsport sono legati da un sodalizio storico che affonda le sue radici decenni fa. Esattamente sessant’anni fa, il costruttore tedesco raggiunse il suo primo grande traguardo nel mondo dei rally: nell’autunno del 1966, lo svedese Lille-Bror Nasenius conquistò il Campionato Europeo Rally al volante di una Opel Rekord B. La vittoria nel Gruppo 1, riservato alle auto turismo di produzione, segnò un trionfo ai massimi livelli in un’epoca in cui il Campionato del Mondo Rally non era ancora stato istituito. Questo evento storico rappresentò la svolta per Opel come costruttore di vetture da rally competitive, aprendo la strada a una lunga serie di successi culminata nella vittoria schiacciante nel Campionato del Mondo Rally del 1982 di Walter Röhrl e Christian Geistdörfer su una Opel Ascona 400.

Oggi, la casa di Rüsselsheim continua a essere un punto di riferimento e a svolgere un ruolo pionieristico nel motorsport grazie all’ADAC Opel GSE Rally Cup e all’Opel Mokka GSE Rally. Con una potenza elettrica che arriva fino a 207 kW e una coppia di 345 Nm, il rally tutto elettrico giunto al suo sesto anno dimostra le capacità tecnologiche del marchio, offrendo competizioni emozionanti e prive di emissioni locali. Tuttavia, le fondamenta di questa tradizione vincente sono state gettate proprio sessant’anni fa.

La carriera di Lille-Bror Nasenius nel motorsport iniziò con le motociclette e il rallycross, per poi passare alle quattro ruote dove ottenne vittorie regionali. Opel riuscì a ingaggiarlo come pilota professionista nel gennaio del 1966. Il tempismo fu perfetto: sebbene le auto del marchio fossero già apprezzate per la loro leggerezza e robustezza, l’introduzione del motore CiH da 1,9 litri e 90 CV offrì una marcia in più. La Opel Rekord B, con un peso a vuoto di appena 990 chilogrammi, vantava un rapporto potenza-peso superiore alla concorrenza. Per Nasenius, l’auto rappresentava il compromesso ideale: affidabile, sicura e utilizzata anche come vettura di famiglia, visto che il veicolo da competizione era sostanzialmente una Rekord B di serie, equipaggiata unicamente con pneumatici e ammortizzatori dedicati.

Nel 1967, il pilota svedese passò alla nuova Opel Rekord C, mantenendo lo stesso propulsore e beneficiando di un peso ridotto e di una migliore manovrabilità grazie all’asse posteriore a molla elicoidale. Nello stesso anno gareggiò anche su Opel Commodore A, conquistando il titolo di vice-campione europeo. Nel 1968 passò alla Kadett 1900 S Rallye, ottenendo quattro vittorie assolute consecutive. Il sodalizio continuò nel 1969 con la Kadett Rallye e l’ingresso del navigatore Björn Cederberg, con cui vinse il Campionato Svedese Rally ininterrottamente fino al 1971. Negli ultimi due anni di contratto con Opel, nel 1972 e 1973, guidò la popolare Ascona.

Walter Röhrl, rivale diretto di quell’epoca, ha ricordato Nasenius come uno svedese estremamente disponibile con cui intratteneva un rapporto amichevole nonostante la forte competizione. Nel 1977, Nasenius tornò brevemente nel mondo delle gare disputando sette appuntamenti con una Opel Kadett C 1200 S e cogliendo due successi di classe. La sua carriera ufficiale si concluse così con un bilancio di 11 vittorie assolute e 35 successi di classe, di cui la stragrande maggioranza ottenuti al volante di una vettura Opel.