
I festeggiamenti e i fuochi d’artificio della cerimonia inaugurale di Encarnación hanno lasciato rapidamente spazio al cronometro quando lo ueno Rally del Paraguay ha preso ufficialmente vita tra le insidiose prove speciali sudamericane. Al termine di una prima giornata estenuante e ricca di colpi di scena, caratterizzata da continui cambi al vertice e da problemi tecnici che hanno colpito la quasi totalità dei contendenti della classe Rally1, è stato Sami Pajari a emergere come leader provvisorio. Il giovane pilota finlandese, deciso a inseguire la terza vittoria consecutiva nel Campionato del Mondo Rally FIA dopo i trionfi in Estonia e in Finlandia, ha chiuso gli otto impegni cronometrati della frazione inaugurale vantando un margine di 11,9 secondi nei confronti del più immediato inseguitore, Hayden Paddon.
La giornata di gara si è rivelata fin da subito una vera e propria lotteria della gomma e dell’affidabilità, falcidiando i protagonisti già dalle prime battute. Sulla primissima prova speciale in programma, la Cambyreta, Takamoto Katsuta è stato protagonista di un ribaltamento dopo appena due chilometri, mentre Thierry Neuville è stato costretto al ritiro immediato in seguito a un pesante danneggiamento alla sospensione posteriore sinistra della sua Hyundai. Non è andata meglio al campione del mondo in carica Sébastien Ogier, la cui corsa si è interrotta bruscamente nel corso della terza prova a causa del cedimento di una riparazione temporanea alla sospensione. In questo scenario di estrema difficoltà, la leadership è passata di mano in mano tra i principali interpreti del mondiale.
Nel corso del giro mattutino, Hayden Paddon è riuscito a interpretare meglio di chiunque altro la brutalità del fondo sterrato, chiudendo la prima metà di giornata al comando. Tuttavia, il margine di 23,9 secondi accumulato dal neozelandese ha iniziato a dissolversi inesorabilmente nel pomeriggio. Adrien Fourmaux ha firmato i migliori tempi sia a Cambyreta che a Nueva Alborada, prova quest’ultima che ha riservato la prima vera tegola a Paddon con la delaminazione di uno pneumatico anteriore destro, un imprevisto che per un soffio ha consegnato provvisoriamente la testa della classifica a Elfyn Evans per appena mezzo secondo.
La leadership del gallese è durata però lo spazio di un singolo tratto cronometrato, ovvero il secondo passaggio lungo la durissima prova della Yerbatera. Proprio su questo settore, la gomma posteriore destra della Toyota GR Yaris Rally1 di Evans ha iniziato a delaminarsi fino a disintegrarsi del tutto, costringendo il pilota a raggiungere il traguardo viaggiando di fatto sul cerchio. Pajari, abile a evitare i guai e a gestire con intelligenza la vettura, ha conquistato la vittoria di stage per un decimo su Oliver Solberg, mentre anche Paddon ha dovuto fare i conti con lo stesso inconveniente al posteriore, perdendo oltre venti secondi preziosi.
Sfruttando la situazione e mantenendo un passo pulito e regolare, Pajari ha consolidato la propria posizione nel finale di giornata, affrontando senza sbavature la super speciale all’Autódromo Alfredo Scheid e portando a quasi dodici secondi il suo vantaggio complessivo. Paddon occupa la seconda posizione al termine di una prestazione di altissimo livello, specialmente se si considera che si tratta della sua prima apparizione nella massima serie WRC su terra dal 2018. Il podio provvisorio vede in terza piazza Elfyn Evans, attardato a 56,3 secondi dalla vetta nonostante i problemi di usura degli pneumatici. Quarto posto per Adrien Fourmaux, autore di ben quattro vittorie di tappa parziali ma frenato da una foratura con cambio ruota obbligato e da un finale percorso con entrambe le gomme posteriori sgonfie. Chiude la top five Josh McErlean su Ford Puma, che aveva accarezzato il sogno del secondo posto prima di fermarsi a sostituire una gomma.
Tra i protagonisti locali, grande entusiasmo per la prestazione del beniamino di casa Diego Domínguez, sesto assoluto e leader autorevole della categoria WRC2 a bordo della sua Toyota, forte anche dei incoraggiamenti ricevuti alla vigilia dal presidente paraguayano Santiago Peña. Più staccato Oliver Solberg, rallentato da un improvviso spegnimento del motore e da una successiva foratura. Per la giornata di sabato le previsioni meteorologiche annunciano pioggia battente, pronta a rendere ancora più selettivi i nove tratti cronometrati in programma per un totale di oltre 137 chilometri.